MOODBOARD #3

Fashion, moodboard, Vintage

PicMonkey Collage

Giornata uggiosa e breve post Moodboard.

Archiviata la corolla mania che ci ha accompagnate nei primi due anni di attività genovese ora sono in fissa con gli abiti a trapezio. È un capo che quando lo propongo viene percepito sempre un po’ banale  e io sto cercando di capire come renderlo più attraente. Sicuramente la stoffa deve essere giusta per una resa migliore, ma forse anche giocando su volumi e ampiezze si può ottenere un risultato più accattivante. Vedremo.
Ovviamente il riferimento è questo: cavoli sono davvero perfetti.

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Mondriaanmode uit Parijs, japonnen gemaakt door Yves St. Laurent , de modellen in Haagse Gemeente Museum *12 januari 1966

 

 

Ispirazioni: I libri fotografici sono uno degli oggetti che meglio si prestano a questo scopo. Due sono i miei preferiti al momento, apparentemente inconciliabili e muti fra loro: The Ballad of Sexual Dependency di Nan Goldin e Paris View di GailAlbert Halaban.

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Vorrei fare vestiti come questa foto.

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Questa settimana ho riguardato con tranquillità la sfilata di Chanel a Cuba.
Come è possibile essere così eleganti e così tamarri al medesimo tempo? È una cosa meravigliosa.

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Ah, giusto, ecco com’è possibile!

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MOODBOARD #2

Fashion, moodboard

 

 

PicMonkey Collage

Buona domenica e benvenuti al secondo appuntamento con il moodboard settimanale. Per chi si fosse perso il primo, e le motivazioni di questa rubrica, può trovare tutto qui.

Settimana del Festival di Cannes. Il red carpet non manca mai di stimolare alcune riflessioni sullo stato attuale della moda.

Per me, vince a man bassa Chanel, per la freschezza, la modernità: Zio Karl insegue l’idea di eterna giovinezza e lo fa scegliendo le sue testimonial con coerenza e precisione.

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Amo questo vestito

E Lily Rose, sulla quale credo che ci sia ben poco da aggiungere.

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Non trovo granché rivoluzionaria la scelta di K (Kristen o Karl?) di accostare l’abito Chanel alle Vans sdrucite -mood che io personalmente adoro-: già fatto già visto, anche se apprezzo il fatto che sia una vera sneakers usata e non una nuova messa lì per costruire il look.

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La provocazione in questo caso è verso la stucchevole mania degli abiti da strappone, che popolano ogni red carpet: spacchi vertigine, trasparenze e nudità uguale noia.

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Ecco, questo è proprio il contrario di modernità e freschezza.

Altro esempio di freschezza che non invecchia mai: compie cinquant’anni la stampa Flora inventata da Gucci per omaggiare Grace Kelly.

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Avevo detto che avremmo parlato molto di Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, ma questa rubrica non è il luogo adatto, troppo da dire. Nell’attesa di un post, vi riporto questa intervista di Repubblica, molto esauriente -devo ammettere che una lacrimuccia è scesa.


“Il fattore inquinante per me è fondamentale”.


Dichiarazioni così intense, che legano senza via di fuga Arte e Moda, mi ricordano quelle di un giovane Marras agli esordi; non riesco a non accostare i due.

Uscita il 17 maggio in Italia, l’autobiografia di Moby, Porcelain.
Non sono mai stata una grandissima fan dell’artista che in quegli anni era considerato un guru, ma credo che comprerò il libro perché della sua vita ha scelto di raccontare il decennio degli anni Novanta a New York, dove tutto accadeva.
Il posto giusto al momento giusto (questo posto dicono che ora è L.A).

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Restando in tema anni Novanta,  Valentino per la FW 2016 2017 ripropone la giustapposizione di capi (Romeo Gigli e Antonio Berardi erano maestri in  questo, e no, gli anni Novanta non sono stati solo pantaloni di latex, crop top e normcore).

Ad essere onesti questo mood è da un po’ che si vede fuori dalle sfilate ed è stato proposto anche da altre case: qui mi pare più codificato che altrove.
Quindi, se quest’inverno volessimo indossare uno  slip dress in seta, senza schiattare di freddo, saremmo legittimate dalla Santa Moda a farlo, indossando sotto di esso maglioni e dolcevita; d’obbligo è il collo alto.

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Chiudo con una serie infinita di sospiri su questo secchiello di Ferragamo ispirato al celebre sandalo Rainbow del 1938.

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A domenica prossima!

MOODBOARD #1

Fashion, moodboard

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Non ha senso tenere un blog se non aggiornato, fa trascuratezza. D’altro canto per scrivere post esaurienti serve tempo per organizzare le idee, per la ricerca e la stesura. Tempo che in questo momento non c’è.

Che fare allora? Eliminare la sezione?

Così, riflettendoci, mi è sembrato che il modo più agile per continuare ad avere un dialogo via blog è pubblicare quello che durante la settimana salvo nelle mie cartelle d’ispirazione.

Non è un’idea originale, certo, ci sono blogger che lo fanno egregiamente dall’alba del blogging, la mia preferita è Giulia Torelli di Rock’N’Fiocc, che da moltissimi anni con la sua rubrica General Mix of the week ci aggiorna sulle principali tendenze e novità.

La domanda di come si costruisca un immaginario è spesso presente a scuola.

Io trascorro le giornate a caccia, di immagini, di ispirazioni; è un bisogno, una sete.
Ciò che mi ispira può arrivare da svariati ambiti: non solo la moda nel senso stretto -gli abiti, le scarpe, i prodotti di bellezza dei quali sono feticista- ma il cinema, la musica, l’architettura, il design, un panorama, uno scorcio, un sasso. Le epifanie si nascondono ovunque.

Ho pensato di creare una rubrica in cui mostrerò le cose che hanno più attirato la mia attenzione durante la settimana. Una sorta di moodboard mobile, un sunto del mio Pinterest. Per chiacchierare di moda e per mettere ordine nel marasma di suggestioni che mi accompagna.

Iniziamo allora:

Lo stilista Karl Lagerfeld con il nipote e le modelle della sfilata di Chanel all'Avana, Cuba, 3 maggio 2016 (AP Photo/Ramon Espinosa)

(AP Photo/Ramon Espinosa)

Nelle ultime settimane non si è fatto che parlare della “Storica sfilata” di Chanel a L’Avana, che si è tenuta i primi di maggio, in occasione della presentazione della Cruise Collection. Zio Karl ha riportato la Grande Moda a Cuba, da cui era assente dalla rivoluzione del 1959.
In onore dell’evento Vogue ha rispolverato questo servizio fotografico pazzesco di Steve Meisel per Vogue Italia, del Febbraio 1989 –ma Linda Evangelista? Parliamone.

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Potrebbe essere stato scattato oggi, peraltro.

Sempre in tema di revival, e di bellezze, è ufficiale che nel 2017 uscirà il sequel di Twin Peaks. Ovviamente l’aspettativa, per chi come me ha avuto l’adolescenza, e quindi la vita, segnata da questo capolavoro è alle stelle. Attendiamo.

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Donna, Audrey, e Shelley per una copertina di Rolling Stones dell’epoca.

Pon-pon mania. Purtroppo è una di quelle tendenze diventata immediatamente stucchevole per la troppa esposizione, dai grandi marchi ai cinesi, attraversa trasversalmente l’universo della moda, è ovunque.

Nelle scarpe mi disturbano meno che negli abiti, dove per me hanno il saporaccio del bottone usato a mo’ di decorazione.

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Di Aquazzurra, il mio brand favorito di calzature al momento, le più desiderate.

Carine queste del marchio Noi, viste qui a Genova, nel negozio di via Luccoli.

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Comunque io passo.

Parlando di tendenze che ci accompagneranno per un po’, come già avevo intuito a Milano Unica, dove questo tipo di tessuto era prepotentemente presente nella sezione tendenze ss 2017, i tessuti lurex cangianti, effetto umido, da sirena, anticipati dalle sfilate di questa primavera estate non ci abbandoneranno per un bel po’. Nulla da dire, come si è capito “dammi un po’ di luccichio e fai di me una ragazza felice”.

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attends the "Manus x Machina: Fashion In An Age Of Technology" Costume Institute Gala at Metropolitan Museum of Art on May 2, 2016 in New York City.

Gucci di Alessandro Michele, nella seconda foto insieme a Florence Welch di Florence and the Machine, sua musa -avremo modo di parlare di lui, oh se ne parleremo.

Io mi sono portata avanti con queste due sete di cui sceglierò a breve la destinazione d’uso, una ordinata da una casa inglese Laurent Garigue  conosciuta a Milano Unica, l’altra di Isia Genova.

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Commozione per questo abito di Delpozo che si aggiudica il titolo di “abito della settimana”

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Oggi dopo pranzo ho rivisto Professione Reporter. Quando si parla di immaginario, non posso fare a meno di pensare quanto io sia debitrice ad Antonioni per il contributo che ha dato al formarsi del mio.

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A domenica prossima!