By Gretel Moratto gennaio 06, 2016

Il 20 dicembre abbiamo presentato la nostra prima piccola collezione.

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Da tempo ci pensavamo, e siamo sempre state frenate dalla nostra inesperienza nel campo della vendita dei capi pronti.
Come più volte ho voluto sottolineare, insegnare a realizzare capi e realizzare capi da vendere sono due mondi diversi; anche il sarto e il fashion designer sono distanti anni luce.

Preso atto di questo, da dove partire allora per creare qualcosa di contenuto?

Ci sono tre componenti essenziali che fanno sì che l’oggetto prodotto sia dignitoso:

 

L’idea, Il materiale, L’abilità nel realizzarlo

Le tre cose insieme sono Valentino, per capirsi.

Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un fiorire di produzioni di nicchia. Questo è stato il forte movente che ci ha spinte a cercare una via per lanciarci in questa avventura: “c’è posto anche per noi”, ci siamo dette.

Non siamo designer, nel senso canonico del termine, e men che meno realizzatrici di alto livello -bisogna avere rispetto per la figura del sarto, perché è davvero un lavoro di sangue sudore e lacrime, spesso svalutato e poco considerato-.

Come ormai sarà chiaro, la nostra grande passione sono i tessuti.

Siamo partite da lì, dalla scelta dei materiali, che, senza alcun compromesso, dovevano essere eccellenti: trovare tessuti di alta qualità, che raccontavano qualcosa, a costo contenuto, è stata la nostra prima missione.

La svolta è accaduta questa primavera da Rivara, storico negozio di tessuti d’arredamento, in piazza San Lorenzo. Entrando per comprare un piquet, ci siamo ritrovate nello stanzino sul retro dove ci è stata mostrata una collezione di mussole di lana “Liberty London” e di sete burette stampate, entrambe vintage, ereditate dalla chiusura di un altro negozio di tessuti storico di Genova, Cabib, a un prezzo che risolveva il problematico conflitto costo/qualità/contenuto. Abbiamo comprato tutto.

Poi, come sempre accade nel processo creativo c’è stato uno stop: ma si sa, le stoffe a male non vanno.

Quando a ottobre ci siamo finalmente decise a programmare la prima sfilata delle allieve nella sede genovese, ci è parso chiaro che quella era l’occasione adatta a presentare una piccola collezione, in concomitanza all’uscita del sito che ospiterà un e-shop.

Così abbiamo iniziato a lavorare con quelle stoffe; abbiamo intuito da subito che non potevano essere sufficienti per una collezione che si potesse ritenere un minimo strutturata.

Poi si sa, se dai avvio a qualcosa, e non te ne stai solo a mugugnare, qualcos’altro succederà.

A noi è successo che Isia, non è segreto che sia il nostro punto d’acquisto prediletto, ci abbia aperto le porte ai suoi sotterranei, dove abbiamo trovato alcuni tessuti vintage: sete e broccati, perlopiù, anche di grandi marchi come Versace e Valentino.

Non abbiamo disegnato una collezione. Abbiamo obbedito ai colori, alle grane dei tessuti al mood di altri tempi, dal quale, di volta in volta, venivamo ispirate. In poco più di un mese abbiamo confezionato una trentina di capi che formano il nostro campionario.

Questa è la genesi del nostro “embrione”, così amiamo definirlo, di collezione.

Il resto è un viaggio, di poco meno di due mesi, di impegno importante, perché sarte non siamo, ma siamo perfezioniste, attente, e a volte scellerate, con tanta voglia di imparare e crescere -abbiamo cucito e scucito decine di volte-.

Ci piacciono i capi rifiniti, i dettagli, il lavoro sartoriale; abituate al su misura ci siamo dovute “litigare” con il mondo delle taglie, che è quello che abbiamo ritenuto più idoneo per questa avventura.

Ora ci siamo e i capi saranno in vendita. 

Dove e come si comprano questi abiti?
Molti capi sono pezzi unici; ma sono riproducibili in un campionario di altri tessuti che rispettano l’idea di base: l’alta qualità.
Potete venire a trovarci in laboratorio, e decidere quale modello, con quale tessuto e in quale taglia.
Potete comprarli o ordinarli sul nostro e-shop, non appena sarà online,  sempre nelle stesse modalità.
Come scritto su Facebook, per noi è tutto ancora empirico, ci muoviamo a sentimento e tentativi, e del resto abbiamo sempre dichiarato la nostra appartenenza allo “slow fashion“.

Quello che non è slow è il pensiero creativo, che da giorni è già concentrato al prossimo obiettivo, dove l’immaginario ha già il profumo e i colori dell’estate.

Si laurea in Scienze dello Spettacolo nel 2010 e nel 2012 è impegnata in un dottorato con un progetto di ricerca nell’ambito dei fashion studies. Nel febbraio 2014 inaugura con la socia, Sara Bosco, la succursale genovese della storica Scuola di Moda Vezza di Alessandria e qui si occupa dell’organizzazione, della promozione e dell’insegnamento nei corsi principianti e intermedi.